A Genova la prima nazionale di “Nel nome una storia”: due storie di adozioni sul palco per chiudere il Suq Festival
Appuntamento: sabato 21 e domenica 22 giugno alle 21 nella Chiesa di San Pietro in Banchi
GENOVA – Ultimi due giorni per il Suq Festival, e gran finale con una prima nazionale: “Nel nome una storia”, lo spettacolo che andrà in scena sabato 21 e domenica 22 giugno alle 21 nella Chiesa di San Pietro in Banchi. L’appuntamento teatrale, ideato da Carla Peirolero – anche direttrice artistica del Festival insieme ad Alberto Lasso – chiude la ventisettesima edizione con un lavoro intenso e personale.
Lo spettacolo
Protagoniste due storie vere di adozione, una delle quali appartiene direttamente a Peirolero: “È la storia di mia madre, abbandonata in un brefotrofio a Savona nel 1925 e poi accolta da una famiglia contadina meravigliosa, che l’ha cresciuta con grande amore. Una storia che ha sempre fatto parte della mia vita, raccontata da lei stessa con serenità”.
L’altra vicenda nasce dalle pagine del libro Ti racconto com’ero di Emilia Marasco, incentrato sull’esperienza dell’autrice e sull’arrivo dei suoi figli adottivi dall’Etiopia. Nello spettacolo, la bambina si chiama Saba, e la sua voce si intreccia a quella della figlia di Maria, in un racconto che attraversa generazioni, continenti e forme di amore.
Nel nome una storia porta avanti la ricerca teatrale della Compagnia del Suq sul tema della maternità, dopo Madri Clandestine e Da madre a madre. In scena, insieme a Peirolero, anche Irene Lamponi – che ha curato la drammaturgia – per la regia della italo-argentina Marcela Serli. L’allestimento scenico è firmato da Arianna Sortino. “Mettere in scena questi temi nella chiesa di San Pietro in Banchi ha un significato profondo: il primo brefotrofio in Italia nacque proprio grazie a un arciprete milanese nel 1787. E pensare che a Genova, nel 1976, nel brefotrofio c’erano ancora 430 bambini…”
Lo spettacolo non entra nei dettagli normativi, ma fa emergere le criticità attuali, come il fatto che “solo il 3% dei minori stranieri non accompagnati in Italia vive in affido, nonostante abbiano diritto a crescere in un ambiente familiare”. Una realtà che rende ancora più urgente affrontare certi argomenti anche sul palcoscenico, con delicatezza ma senza reticenze.
Ultimi giorni per il Suq Festival: un primo bilancio
Il Suq Festival si conferma così luogo di incontro, riflessione e spettacolo, con oltre 60 appuntamenti e 100 ospiti dal 13 al 22 giugno. Tra danze, cucine esotiche, musica, libri e artigianato, quest’anno il tema è Destini in movimento, con un focus su migrazioni, ambiente e diritti delle donne. “È stata un’edizione entusiasmante – commenta Peirolero – i numeri sembrano confermare 75.000 presenze. Facciamo anche una raccolta differenziata molto precisa, in accordo con AMIU, e dai dati sullo smaltimento delle stoviglie capiamo quanti ci hanno visitato. Anche il teatro ha avuto ottimi risultati, con due sold out e una serata importante alla Sala Trionfo del Teatro della Tosse”.
L’appuntamento con Nel nome una storia è dunque fissato per sabato e domenica alle 21. Ma come sempre, il Suq prende vita già dalle 16, tra i banchi del mercato culturale più vivace del Porto Antico. Maggiori informazioni, qui.
Ascolta l’intervista su Radio Babboleo.
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