Celivo, giocare per cambiare: il volontariato fantastico di La Dimora
A Genova c’è chi ha deciso di non accontentarsi di cambiare il mondo, ma di reinventarlo da capo. Una mappa, un gruppo di adolescenti, una manciata di dadi e il centro storico medievale: così nasce Giocare l’Avventura, il progetto-laboratorio di scrittura e gioco urbano dell’associazione Arci La Dimora APS, , dove le storie scritte dai ragazzi diventano gioco urbano e il gioco diventa uno strumento per riscoprire la città. “Abbiamo lavorato con studenti delle scuole medie, li abbiamo accompagnati nella scrittura di racconti fantastici ambientati nella Genova medievale – spiega Mario Pesce, presidente dell’associazione – e da quei racconti abbiamo tratto personaggi, enigmi e percorsi reali che oggi chiunque può esplorare”. È molto più di un esercizio creativo: Giocare l’Avventura ha trasformato la scrittura in un atlante narrativo collettivo, poi in un gioco da vivere per le strade. Il progetto ha unito storia locale, scrittura e cittadinanza attiva.
Fondata nel 2017, La Dimora è un piccolo circolo Arci che lavora tra il centro storico e la periferia, mescolando volontariato, cultura e gioco. È una delle tante realtà nella rete del Celivo, il Centro dei Servizi per il Volontariato che opera su Città Metropolitana, offrendo supporto e formazione agli oltre mille enti del Terzo Settore presenti sul territorio.
Le attività del circolo si muovono su diversi livelli: c’è Fantaxìa, il festival dell’immaginario che ha ospitato l’ultima Italcon; il gruppo di lettura Il Gioco dei Mondi, che ogni mese sfoglia utopie e distopie alla biblioteca Bruschi-Sartori; i MerCoLibrì, incontri online con autrici e autori del fantastico, che oggi contano oltre 200 video sul loro canale YouTube. E poi i tavoli di gioco settimanali, da Sestri Ponente a San Nicola, passando per il centro.
Per La Dimora, il volontariato non è una parentesi compassionevole ma una forma di militanza culturale. “Chiediamo ai volontari di mettersi in gioco, sempre. Anche organizzando un festival, conducendo un laboratorio o partecipando a una rete di associazioni. Come quella contro l’azzardopatia, perché il gioco d’azzardo è la caricatura oscena del gioco vero”.
Dietro l’approccio leggero, c’è una visione radicale: trasformare la realtà giocando. “Se possiamo giocare a quello che vogliamo, allora possiamo anche creare la realtà che vogliamo”. Non è uno slogan, ma un modo nuovo per abitare la città, da un mondo fantastico a forma concreta di cittadinanza.
Ascolta l’intervista su Radio Babboleo.
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