Banco Alimentare, la guida per le aziende liguri che vogliono donare le eccedenze e non sprecare
GENOVA – Tutti lo conoscono per la Colletta Alimentare di novembre, quando migliaia di volontari in pettorina arancione affollano i supermercati di tutta Italia, raccogliendo tonnellate di generi alimentari per chi ha più bisogno. Un appuntamento fisso, atteso e partecipato. Ma quello è solo l’inizio. Il Banco Alimentare lavora ogni giorno, tutto l’anno, e in Liguria lo fa in stretta collaborazione con chi il cibo lo produce o lo gestisce: industrie, supermercati, mense, catering, hotel. Sempre più realtà del territorio scelgono di non sprecare, e di donare. Lo raccontano anche i numeri. Nel 2024, solo in Liguria, sono già state recuperate oltre 2.500 tonnellate di cibo, pari a circa 7,8 milioni di euro di valore, destinate a circa 60.000 persone tramite 379 strutture caritative.
“Recuperiamo tutto l’anno eccedenze da diverse fonti – spiega Gabriella Andraghetti, presidente del Banco Alimentare della Liguria ODV – “Anche il cibo cucinato, se non è stato servito, può essere salvato, a patto che venga abbattuto di temperatura, conservato tra i 2 e i 4 gradi, e consumato entro 24 ore“. Le collaborazioni attive includono realtà come Fincantieri (Sestri Ponente, Riva Trigoso, La Spezia), Ansaldo, Leonardo, la mensa scolastica Ladisa, ma anche hotel e servizi di catering. “Recuperiamo anche prodotti da colazione, oppure piatti rimasti intatti durante eventi. In primavera aumentano cerimonie ed eventi, e sempre più organizzatori ci contattano per evitare che il cibo venga buttato via“, racconta Andraghetti.
Il Banco segue protocolli stringenti: non vengono accettati alimenti crudi come pesce o carne, né cibi con salse fresche non conservabili. Ma tutto ciò che è sicuro e ancora buono viene raccolto e redistribuito in tempi rapidi, grazie a una rete efficiente di celle frigorifere, contenitori certificati, mezzi refrigerati e volontari pronti a entrare in azione.
Donare è semplice
Qualsiasi impresa — grande o piccola — può contattare il Banco Alimentare della Liguria via email ([email protected]) o telefono (010.7261996). Un referente dedicato accompagna l’azienda in ogni fase: dalla verifica dei prodotti alla gestione del ritiro, fino all’informazione sulle agevolazioni fiscali previste dalla legge per chi dona eccedenze alimentari.
Si possono donare:
- Alimenti a lunga conservazione: pasta, biscotti, caffè, conserve, ecc.
- Prodotti freschi e freschissimi prossimi alla scadenza, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie.
- Prodotti con TMC (termine minimo di conservazione) superato da poco: per esempio, pasta sigillata fino a 2 mesi oltre la data, latte e succhi UHT integri fino a 6 mesi.
Anche chi opera nella ristorazione collettiva può contribuire: mense aziendali o scolastiche, catering, centri cottura. Basta rispettare le regole di conservazione e tracciabilità.
Per chi non ha cibo da donare ma vuole comunque fare la propria parte, esiste una risorsa altrettanto preziosa: il tempo. Il Banco promuove il volontariato d’impresa, coinvolgendo i dipendenti delle aziende in una o più giornate di attività nei magazzini, nei trasporti o nella distribuzione degli alimenti. “È un modo concreto per sensibilizzare anche dentro l’azienda, e far toccare con mano il valore della solidarietà“, conclude Andraghetti.
Ascolta l’intervista su Radio Babboleo.
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