Salute femminile, i consigli dell’esperta per ogni fase della vita

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Salute femminile, i consigli dell’esperta per ogni fase della vita

Dall’adolescenza e la prima visita, alla gravidanza e ancora alla menopausa. La professione del ginecologo segue la donna in ogni fase della vita mostrando come la salute ginecologica non sia solo una questione di visite e controlli, ma conoscenza e consapevolezza. Eppure, molte ragazze e donne di ogni età, arrivano dallo specialista piene di dubbi, paure e tabù ricercati solo da confuse informazioni online.

Quali sono le principali problematiche? Ogni quanto effettuare una visita? A che età effettuare la prima?
A tutto questo ha risposto l’esperta, la Dottoressa Maria Teresa Bersi, ginecologa e direttrice sanitaria del poliambulatorio Synlab Lei di Genova.

Visite per ogni fase della vita

La fascia principale è dai 25 anni in poi” racconta la dottoressa Bersi spiegando l’importanza di tenersi monitorate attraverso puntuali controlli ginecologici – “più o meno con cadenza annuale, ma più frequenti se si cerca una gravidanza, nella fase della menopausa, anche se poi abbiamo pazienti giovanissime perchè ci possono essere delle problematiche legate al primo ciclo”.

La prima visita: ascoltare i segnali

Non esiste un momento prestabilito in cui è giusto fare una prima visita: “bisogna ascoltare il proprio corpo” – prosegue la dottoressa – “Se una ragazza sta bene non serve effettuare un controllo finché non comincia la sua attività sessuale, esistono però situazioni in cui però bisogna intervenire prima: mestruazioni dolorose che quindi possono essere sintomo di malattie future o troppo abbondanti che quindi causano anemia. Non bisogna sottovalutare i segnali”.

La gravidanza: gli esami da non dimenticare

Un evento molto importante e delicato nella vita della donna, fondamentale arrivarci in salute. “Importantissimo verificare lo stato dell’immunità su varie malattie infettive e le relative vaccinazioni: rosolia, epatite, varicella, se prese in gravidanza possono dare problemi al feto. Quindi il consiglio è di controllare gli anticorpi e, in caso di carenza, effettuare una nuova vaccinazione prima di cercare una gravidanza” – consiglia la dottoressa Bersi – “Per il resto la gravidanza è qualcosa di naturale, per cui pensarci troppo mette ancora più ansia di quello che le giovani donne hanno già”.

Screening prenatale: cos’è e a cosa serve?

Un test per evidenziare precocemente i casi in cui sia presente un aumentato rischio di malattie cromosomiche, come – la più comune – la trisomia 21 ovvero la sindrome di Down. “Abbiamo due strumenti sensibili e specifici: il Bi-test, usato ormai da una quarantina di anni, e il più recente DNA fetale, che analizza i frammenti del dna del feto nel sangue materno e quindi avere un quadro cromosomico” – spiega la dottoressa – “si tratta però di screening, non di diagnosi, effettuabile invece solo con l’amniocentesi, che è però un esame invasivo e gravato da un rischio di aborto”.

Tabù, educazione sessuale e le malattie sessualmente trasmissibili

Uno dei temi chiave trattati dai ginecologi quello di una corretta educazione sessuale. “I giovani si informano sempre online e parlano tra loro, diffondendo spesse informazioni errate o non scientifiche” – racconta la dottoressa Bersi – “bisogna parlare invece correttamente di contraccezione, ma anche di prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse che sono spesso asintomatiche e quindi sottovalutate”.

Non solo contraccezione, ma soprattutto prevenzione. “I giovani hanno sempre più precocemente rapporti ed è importante insegnare come, al di là della contraccezione, è fondamentale la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse, per cui proprio un’educazione comportamentale” – continua – “E’ importante poi anche fare una diagnosi precoce per cui screening, soprattutto per quelle malattie che sono asintomatiche. Ci sono tamponi che permettono di individuare malattie batteriche e infezioni virali: dalla clamidia alla gonorrea e dalla sfilide all’HIV ed epatite“.

Tabù da sfatare: ormoni non solo come contraccettivo

C’è ancora tanta paura nell’assunzione degli ormoni: dalla pillola nell’età fertile alla terapia sostitutiva in menopausa. La terapia ormonale può essere utile per migliorare l’andamento dell’attività ovarica e ormonale, spesso risolvendo situazioni patologiche importanti, come le mestruazioni molto abbondanti o dolorose che sono avvisaglia di patologie più importanti come l’endometriosi e l’adenomiosi, che sono davvero invalidanti. Dall’altra parte, in età più avanzata, la terapia ormonale sostitutiva rallenta quel processo fisiologico di invecchiamento dell’organismo femminile. Alcune donne non soffrono per niente, stanno benissimo, però poi la mancanza di ormoni incide sulla salute dell’organismo in vari modi”.

Ascolta qui l’intervista integrale

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