Allergie, quando la primavera diventa una sfida per la salute

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Allergie, quando la primavera diventa una sfida per la salute

Piena primavera anche in Liguria tra le prime fioriture e così anche il picco delle allergie.
Un binomio inevitabile per molti che, in questo periodo dell’anno, si trovano a fare i conti con un ospite indesiderato: l’allergia stagionale. Starnuti, occhi che lacrimano, naso chiuso e – nei casi più gravi – crisi d’asma.

I numeri in Liguria: un fenomeno in crescita

Oggi circa un terzo della popolazione soffre di allergie, quindi 500mila persone solo in Liguria. “Il trend è in crescita” – racconta a Radio Babboleo la Dottoressa Claudia Salmaso, allergologa presso il Centro Malattie Allergiche dell’Istituto Gaslini di Genova e presso il centro SynLab – Il Baluardo – “Si stima che entro il 2050, il 50% della popolazione mondiale potrebbe soffrire di una forma allergica”.

Oggi la rinite allergica interessa fino al 40% delle persone, mentre l’asma allergico colpisce tra il 7 e il 10%, con un 5-7% che presenta forme gravi e più difficili da trattare.


Le allergie più comuni in Liguria

Siamo entrati nel periodo più caldo per le allergie, con diversi pollini che stanno aumentando” spiega la dottoressa – “In questo momento dell’anno, le piante più problematiche sono le betullacee e le corilacee, come la betulla (poco presente nel genovese) e il carpino nero (molto diffuso soprattutto nel Levante ligure), ma anche la parietaria: una pianta erbacea che cresce ovunque e ha un lungo periodo di impollinazione, da febbraio fino a ottobre. Il picco primaverile della parietaria si sovrappone all’inizio della fioritura delle graminacee, le classiche erbacce con spighe che impollinano tra aprile e giugno”.


Il ruolo del cambiamento climatico

Con l’aumento delle temperature, il periodo di impollinazione si è anticipato ma anche allungato” – continua la Dottoressa Salmaso – “Questo porta a un’esposizione prolungata agli allergeni e a una maggiore sofferenza per i soggetti allergici. Inoltre, l’inquinamento atmosferico gioca un ruolo fondamentale nell’intensificare i sintomi: le sostanze inquinanti si legano ai pollini, ne modificano la struttura e li rendono più aggressivi per le vie respiratorie“.


Prevenzione: cosa possiamo fare?

La dottoressa Salmaso distingue tre livelli di prevenzione:


Diagnosi: come scoprire se si è allergici?

Parte fondamentale e imprescindibile nella vita di un allergico è la diagnosi. Per capire se si è allergici, si parte dai prick test, esami semplici e indolori. “Si effettuano con gocce di estratti allergenici sull’avambraccio per osservare la reazione cutanea. In dieci minuti abbiamo una risposta e così una causa scatenante, ma anche possibili rimedi”.

E’ possibile anche effettuare analisi del sangue per il dosaggio delle IGE specifiche, anticorpi che indicano una risposta allergica. Per i casi più complessi, si utilizzano test molecolari come ISAC o Alex test, molto utili in caso di polisensibilizzazioni o sospette cross-reattività tra pollini e alimenti.


Farmaci e nuove terapie

Buone notizie anche dal fronte farmacologico. «I nuovi antistaminici sono molto più selettivi e provocano meno sonnolenza rispetto al passato” – racconta la dottoressa Salmaso – “Inoltre, esistono spray locali per il naso e farmaci inalatori per l’asma che agiscono direttamente sulle vie respiratorie, con pochi effetti collaterali”.

L’immunoterapia specifica – nota anche come “vaccino per l’allergia” – è oggi una strategia fondamentale, soprattutto se iniziata nei bambini già dai 3-5 anni. «È una terapia che può cambiare la storia naturale della malattia allergica», sottolinea l’esperta.

Fondamentale conoscere il proprio nemico: è il primo passo per affrontarlo. «Non sottovalutiamo i sintomi e rivolgiamoci ai centri specializzati per una diagnosi precoce e una terapia mirata».

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