Celivo – Storie di Volontariato. UDI Genova: 80 anni di lotte, cultura e femminismo

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Celivo – Storie di Volontariato. UDI Genova: 80 anni di lotte, cultura e femminismo

In copertina, da sinistra: Flora Cordone, Caterina Rizzo

GENOVA – Nella storica sede di via Cairoli 14, l’Unione Donne in Italia è molto più di un’associazione: è un luogo vivo, pulsante, dove il pensiero femminista si traduce in azione quotidiana. In un tempo in cui il divario di genere resta ancora una realtà, l’UDI è uno spazio di impegno sociale e politico, capace di unire memoria storica, formazione e partecipazione. Lo fa attraverso la forza del volontariato e la determinazione di chi, come Caterina Rizzo e Flora Cordone, ne rappresenta l’anima attiva. L’UDI è una delle innumerevoli realtà del Celivo Il Centro di servizio per il volontariato che opera in Città Metropolitana di Genova da ormai venticinque anni, affiancando le organizzazioni con servizi di consulenza, promozione, orientamento e formazione.

Un presidio culturale e politico nel cuore di Genova

Fondata nel 1945, UDI è una delle più longeve associazioni italiane di promozione sociale. “Quest’anno compiamo 80 anni di vita e di battaglie”, ricorda Caterina Rizzo, tra le volontarie più attive della sezione genovese. Un anniversario che racchiude il senso di un’eredità costruita sull’impegno delle donne nella Resistenza, nella scrittura della Costituzione, nelle lotte per il diritto al voto, al divorzio, alla tutela contro la violenza. Un passato che continua a dialogare con il presente.

È per questo motivo che l’UDI non si limita a custodire la memoria: la rilancia, la mette in circolo, la attualizza. La nostra è un’associazione aperta, un laboratorio politico e umano, dove donne di ogni età si incontrano e crescono insieme”, spiega Rizzo. È anche un luogo dove l’attivismo prende forma in gruppi tematici: comunicazione, formazione, archivio e biblioteca. Quest’ultima, la Biblioteca Margherita Ferro, è l’unica in Liguria interamente dedicata ai temi di genere.

Biblioteca Ferro: leggere per conoscere, crescere e partecipare

La cultura è il primo strumento per fare politica”, afferma Flora Cordone, responsabile del gruppo biblioteca. Il patrimonio di circa 8.000 volumi, arricchito nel tempo dal lascito della storica dirigente Margherita Ferro, è oggi al centro di attività che spaziano dai gruppi di lettura come Leggiamo il femminismo, ai laboratori con giovani donne con disabilità, in collaborazione con la Fondazione CEPIM. Tutto sostenuto da un gruppo di volontarie che crede nella cultura come motore di consapevolezza.

La parola chiave è condivisione. “Mi sono trovata in un ambiente dove mi sono sentita subito accolta. Lì la mia passione per il femminismo ha trovato concretezza”, racconta Rizzo. È in questa dimensione collettiva che si forma una rete di relazioni fondata su sorellanza e solidarietà. Lo spiega Cordone: “Stare con donne più grandi che hanno fatto la storia mi ha arricchita. UDI mi ha aiutato a costruire la mia identità”.

Una scuola politica per una democrazia alla pari

La forza dell’associazione sta anche nella capacità di rinnovarsi. Ne è un esempio la Scuola di Politica alla Pari, nata lo scorso gennaio in collaborazione con l’Università di Genova e il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo. È un progetto innovativo che unisce sapere accademico e partecipazione civica, con l’obiettivo di formare cittadine e cittadini consapevoli, “collegando le discipline scientifiche con l’attivismo”. A frequentarla sono giovani e meno giovani, donne e anche alcuni uomini: una comunità che sperimenta la politica come spazio di costruzione collettiva.

UDI punta a essere sempre più attrattiva per le nuove generazioni.L’obiettivo è dare potere rappresentativo alle giovani, ascoltarne le istanze e accompagnarle nella formazione di una nuova classe dirigente”, dice Rizzo. In un contesto in cui la partecipazione femminile è ancora scarsa – nella giunta regionale ligure, ad esempio, c’è una sola donna – UDI si propone come ponte tra cittadinanza e istituzioni.

Essere volontari a UDI: senso di appartenenza, identità e crescita personale

Il volontariato è la spina dorsale dell’associazione. Non si limita a “dare una mano”: diventa un’esperienza trasformativa. “Per me fare volontariato in UDI è stato un percorso di crescita personale e politica”, racconta Cordone, che si è avvicinata all’associazione da studentessa universitaria e da allora non se n’è più andata. “Si riceve tanto, anche nei gesti più semplici. A volte mi ringraziano dopo una presentazione di un libro, ma sono io che vorrei ringraziare loro”.

Oggi UDI Genova conta 150 socie, con l’ambizione di raggiungere quota 200. Ma al di là dei numeri, ciò che conta è il senso di appartenenza. Lo spiega Caterina: “Ognuna può portare la propria storia, i propri bisogni, e insieme si costruisce un’azione collettiva. È così che le idee diventano concrete, che la politica diventa vita quotidiana”.

Tra gli scaffali delle librerie, gruppi di formazione e piazze da riempire, l’UDI continua a lavorare per una società più giusta, più consapevole, più equa. E a Genova, chi bussa alla porta di via Cairoli sa di trovare non solo un’associazione, ma un progetto di cambiamento. Reale, collettivo, possibile.

Vuoi fare la differenza? UDI è sempre alla ricerca di nuove volontarie e volontari pronti a mettersi in gioco. Per informazioni: udigenova.it.

Ascolta l’intervista Caterina Rizzo su Radio Babboleo.

Ascolta l’intervista Flora Cordone su Radio Babboleo.

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