Celivo – Storie di Volontariato. Non è mai “solo” un pasto caldo: La Ronda della Solidarietà da 25 anni al fianco di chi vive ai margini
L’associazione genovese è parte della rete del Celivo, il Centro dei Servizi per il Volontariato che opera su Città Metropolitana e che da oltre due decadi supporta le organizzazioni del Terzo Settore sul territorio
GENOVA – Un approssimativo ma rapido calcolo: 200 persone a settimana, per 52 settimane l’anno, fanno 10.400 incontri, risposte d’aiuto che si concretizzano in pacchi spesa, pasti caldi, ascolto e dialogo, beni immateriali che spesso fanno la differenza nella vita dei più fragili. Sono i numeri del silenzioso ma instancabile impegno de La Ronda della Solidarietà, associazione genovese che dal 1999 contribuisce a contrastare il disagio sociale e a dare conforto a chi vive ai margini della società. Secondo gli ultimi dati Istat, a Genova quasi 3.000 persone non hanno una casa, un rifugio stabile: si tratta del 3% della popolazione. Un numero impressionante, ma che non deve restare un dato: sono vite interrotte, nomi senza volto e storie di solitudine. Nel 2023, secondo la Federazione Italiana Organismi per le persone senza fissa dimora, 23 senzatetto hanno perso la vita nelle strade della Liguria, 6 a Genova, con un’aspettativa di vita che si ferma ai 58 anni. É in questo contesto di precarietà che il piccolo ma laborioso sforzo dei volontari de La Ronda diventa cruciale nel tentativo di arginare la piaga della povertà, anche solo un pasto alla volta.
Giovedì è il loro giorno. Dal Teatrino degli Zingari alla stazione di piazza Principe, i volontari preparano i pacchi spesa per chi, pur avendo un tetto sopra la testa, fatica a garantirsi il necessario. Poi, il presidio in piazza Acquaverde, a partire dalle 20, per distribuire pasti caldi a chi vive per strada e gravita intorno alla stazione. “Ho iniziato con la Ronda nel 2006” – racconta Stefano Marcenaro, volontario e anima appassionata del progetto – “Raccoglievamo il pane invenduto dei panifici. Angelo, storico volontario che ci ha lasciati poche settimane fa, cucinava la pasta a casa e la portava in stazione. Ci mettevano fuori con un tavolino. Non è mai solo cibo, è un momento per ascoltare e capire meglio le esigenze dei nostri amici“.
Venticinque anni dopo sono ancora là. Non ci sono grandi finanziamenti, i pasti vengono preparati al Teatrino, qualcuno addirittura a casa dei volontari. Sono donazioni private, altre provenienti dal Banco Alimentare, oppure dal 5×1000, e la buona volontà di chi crede che la solidarietà sia il collante di una comunità.
Ascoltare: è questo il confine tra l’offrire un servizio ed essere volontari. Lo rivelava Maria Giulia Pastorino del Celivo, il Centro dei Servizi per il Volontariato che opera su Città Metropolitana e che raccoglie, tra gli altri, anche La Ronda: “Per me è un movimento personale, si sceglie di esserlo perché prendiamo a cuore una causa“. E quando quella “causa”, racconta Stefano, “inizia a riconoscerti, a fermarti per strada, ti stringe la mano e ti saluta, capisci che quello che fai ha un senso. Non lo dico tanto per dire: quello che ricevo è molto più grande di quel poco che mi sembra di dare“.
Ascolta l’intervista completa a Stefano Marcenaro de La Ronda della Solidarietà su Radio Babboleo.
L'articolo Celivo – Storie di Volontariato. Non è mai “solo” un pasto caldo: La Ronda della Solidarietà da 25 anni al fianco di chi vive ai margini proviene da Babboleo.