Bando sulle razze da allevamento a rischio estinzione in Liguria: ecco quali sono

Recentemente è stato aperto il bando Csr SRA 14, dedicato alla tutela e alla salvaguardia della agrobiodiversità nelle razze da allevamento in Liguria.
Gli imprenditori agricoli potranno partecipare al bando nel caso in cui posseggano degli allevamenti di razze liguri a rischio estinzione, nel dettaglio i finanziamenti corrispondono a 358 euro/Uba (unità di bestiame adulto) per i bovini, 300 per gli equini e 200 per gli ovini.
I beneficiari devono impegnarsi ad allevare razze locali a rischio di estinzione genetica e a mantenere il numero di Uba premiate per un anno, con la possibilità di prolungare l’impegno fino a cinque anni consecutivi. Le domande potranno essere presentate entro il 15 maggio 2025 tramite il portale Sian.
Ma di quali razze da allevamento stiamo parlando? Quali sono le loro caratteristiche?
- Asino dell’Amiata: razza storica toscana poi diffusasi in Liguria a livello morfologico presenta una struttura piuttosto robusta e compatta e, oltre all’utilizzo nella sfera agro-turistica può anche essere usato nella onoterapia, ovvero nell’aiuto e di quelle persone, in particolare bambini, che avvertono l’esigenza di superare problemi di relazione e socializzazione più attinenti alla sfera affettiva ed emozionale, con risultati che compaiono velocemente e possono essere documentati. L’onoterapia, con l’utilizzo di soggetti selezionati ed addestrati per scopi terapeutici, permette a giovani ed adulti di sviluppare la personalità, le attività cognitive, la mobilità, le funzioni della mano, il linguaggio e la comunicazione, e soprattutto l’autoconsiderazione, attraverso un tipo di rapporto rassicurante che supera lo stress continuo della valutazione, del giudizio, della contraddizione.
- Cabannina (bovino): la cabannina è una vacca di piccole dimensioni: i maschi misurano al garrese 125 cm e le femmine 118 cm. Il peso medio è di circa 400 Kg. Di particolare rilievo è il grande volume addominale che le conferisce una grande capacità di ingerire foraggi grossolani, poco appetibili per gli animali da latte di altre razze. Come accennato viene utilizzata prevalentemente per il latte ma nasce come razza a duplice attitudine, allevata sia per la produzione di latte sia per quella di carne, è presidio Slow Food.
- Bovino Ottonese-Varzese: leggermente più alta e più pesante della cabannina, è una razza a triplice attitudine: oltre a carne e latte può essere utilizzata anche per il lavoro, essendo una razza caratterizzata da una grande esplosività muscolare. Al contrario della cabannina è una razza particolarmente esigente quando si parla di foraggio, dal quale dipende completamente la qualità del prodotto finale, carne o latte che sia.
- Pecora delle Langhe: originaria del cuneese e dell’alta Liguria è considerata una delle migliori razze lattifere in grado di produrre un latte di grandissima qualità, ottimo sia per il consumo che per la trasformazione in formaggio ed è presidio Slow Food. Risulta anche una delle razze ovine più grandi a livello di taglia.
- Pecora Brigasca: originaria delle zone dell’imperiese, anch’essa presidio Slow Food, è un animale rustico, dotato di arti muscolosi e unghielli forti, scuri, adatti al pascolo in zone impervie. L’allevamento tradizionale prevede, infatti, un periodo di sette-otto mesi in alpeggio e di circa quattro mesi in bandia, la zona costiera dove il clima mite permette di mantenere il pascolo all’aperto anche nei mesi invernali. Con il suo latte e con tecniche e attrezzi legati alla tradizione millenaria della transumanza si producono la toma (un formaggio di forma quadrata irregolare conosciuto anche con il nome di sora), la ricotta e il brus.
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