Una settimana col sorriso per combattere la violenza sui treni: dal 16 al 20 dicembre lo stand di sindacati e associazioni nelle stazioni liguri

Fare fronte unico per promuovere la cultura del rispetto sui treni. Questo l’obiettivo di “Armiamoci di un sorriso” l’iniziativa che riunisce associazioni dei consumatori, comitati pendolari e associazioni sindacali per fronteggiare il fenomeno della violenza sui treni, salito tristemente agli onori delle cronache liguri il mese scorso con l’accoltellamento del capotreno Rosario Ventura a Rivarolo.
Dal 16 al 20 dicembre il banco congiunto di sindacati e associazioni sarà presente in varie stazioni della Liguria per offrire un caffè e un pezzo di focaccia, oltre alla “spilla del sorriso”. I soggetti coinvolti favoriranno così un clima di armonia all’interno delle stazioni, sensibilizzando la cittadinanza su una tematica che tiene ormai sotto scacco intere categorie di utenti e lavoratori.
“Il tema fondamentale è venuto in mente ai nostri consumatori, e noi lo abbiamo riportato ai sindacati – spiega Furio Truzzi, presidente di Assoutenti – non basta rivendicare più sicurezza, più polizia, ma bisogna fare tanta educazione e spiegare alle persone che siamo tutti compagni di viaggio. Ognuno ha i propri problemi e i treni arrivano in ritardo per tutti, ma non per questo si può toccare una persona. La violenza non va usata”
Si tratta di un patto inedito, che riunisce consumatori, associazioni e sindacati a tutela dell’utenza e soprattutto degli operatori, categoria vulnerabile e ormai quotidianamente raggiunta da episodi di violenza. A descrivere la sensazione di pericolo che attanaglia gli operatori Marta Vallebella, capotreno e segretario personale viaggiante.
“Purtroppo stiamo assistendo a un escalation di violenza, e questo per noi non è più tollerabile per noi capotreni. Noi desideriamo e abbiamo il diritto di lavorare in sicurezza e nella tranquillità per i passeggeri che trasportiamo. Stiamo vivendo questo efferato aumento con molta agitazione. È ora che l’azienda, la società e il Ministero mettano in campo delle risorse da destinare al problema delle aggressioni. Abbiamo sempre più paura, anche perchè molti di questi episodi accadono improvvisamente, cogliendoci di sorpresa“.
Aggressioni fisiche e verbali nei confronti dei lavoratori si sono moltiplicate nell’ultimo periodo, alimentate anche dai disservizi e dalle manchevolezze del sistema ferroviario italiano.
“Il momento complicato è evidente e sotto gli occhi di tutti – ammette Lucio Colella, neopresidente dell’associazione consumatori Adoc Genova e Liguria – Sappiamo che per tanti anni l’ordinaria manutenzione non è stata fatta, e ora ci ritroviamo a inseguire tante emergenze. So che certi episodi non sono piacevoli e possono indurre un certo nervosismo. Tuttavia credo che l’informazione, l’educazione e la conoscenza di un complesso sistema è il primo passo per poter ‘ armarci di un sorriso’ e ragionare assieme sulle soluzioni. Certo, non aggredendo i colleghi e i lavoratori del comparto, che poi sono addetti che provvedono eroicamente a garantire il servizio.”
“Questo è un problema non solo per i lavoratori – osserva Giuseppe Gulli, segretario regionale Uiltrasporti Liguria – se consumatori, pendolari e lavoratori si uniscono è perchè il problema è molto serio. Politica, istituzioni, tutti devono farsi carico di questa situazione, Trenitalia in primis, poiché tocca all’azienda garantire la sicurezza dei lavoratori. Dopodiché spetta alle forze dell’ordine, coordinate dalle prefetture, avviare un percorso di vigilanza e di presidio del territorio”.
In seguito le tappe di “Armiamoci di un sorriso”
- La Spezia lunedì 16 dicembre dalle 7 alle 8
- Ventimiglia martedì dalle 7 alle 8
- Savona mercoledì 18 dicembre dalle 7 alle 8
- Albenga giovedì 19 dicembre dalle 7 alle 8
- Genova Brignole venerdì 19 dicembre dalle 8 alle 9
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