Celivo, Storie di Volontariato, nel Tigullio una rete di autorganizzazione popolare dove “Essere diversi è ricchezza”
RAPALLO – “La mia vita è un viaggio“. Lo è stato quando i volontari sono partiti dal Tigullio alla volta dell’Emilia Romagna, dopo il terremoto del 2012, per acquistare e poi rivendere in terra ligure il parmigiano malconcio ma ancora buono, donando il ricavato agli emiliani. Sono in viaggio anche gli alimenti eticamente prodotti da associazioni e cooperative sparse per l’Italia che raggiungono la Liguria nel rispetto della materia prima, ma anche i pacchi famiglie che bussano alle porte di chi ha bisogno. Il viaggio è anche di chi si azzarda e vede nel mare una via d’uscita ad una terra pericolante, alla ricerca di un futuro di speranza e che, per integrarsi e dar corpo a quel futuro, popola i banchi della scuola popolare per imparare la nostra lingua. A raccontarlo è Aurora Rondini, coordinatrice di R@p – Scuola Popolare Tigullio, che dal 2012 si batte per “costruire un mondo unito e vivibile da tutti“. R@p, in quanto associazione di volontariato, è una delle tante realtà che Celivo supporta. Il Centro di servizio per il volontariato che opera in Città Metropolitana di Genova da ormai venticinque anni affianca le organizzazioni con servizi di consulenza, promozione, orientamento e formazione.
R@p è una “rete di autorganizzazione popolare” e la sua missione è triplice: insegnamento, solidarietà e acquisto popolare. Quest’ultimo prende il nome di GAP – gruppo di acquisto popolare – e consiste nella promozione di una spesa sostenibile a sostegno dell’etica del lavoro e del prodotto. Si possono acquistare dolci, mieli piemontesi e siciliani, formaggi e vini locali e tanto altro. Il tutto è eticamente tracciato in modo da poter risalire al produttore. Con il Gap la filiera viene ridotta, ma anche il prezzo: “Carichiamo solo il 5% sui prodotti” – spiega Rondini – “Più che altro sono per le spese di trasporto, in questo modo vendiamo un prodotto di qualità ad un prezzo competitivo“.
Il Gap è nato nel 2012, l’anno successivo il doposcuola per la Scuola Primaria e Secondaria, e poi la scuola per stranieri. “A frequentare il doposcuola sono soprattutto ragazzi stranieri, i più di prima generazione, appena ‘sbarcati’ ” – racconta la coordinatrice – “Il clou l’abbiamo raggiunto quest’anno. Quest’estate ne stiamo seguendo 12, vengono soprattutto da Santa Margherita Ligure“. Nell’arco dell’ultimo anno scolastico, l’80% degli studenti sono stati immigrati, o figli di immigrati; prime e seconde generazioni, per intenderci. R@p incontra anche le loro famiglie, i padri in primis. Momenti in cui i volontari condividono con i genitori il percorso dei figli, e spesso sono proprio quest’ultimi a fare da ponte comunicativo: “Succede che le famiglie non parlino l’italiano, sono i figli a tradurre“. Spunta un sorriso a pensare a come possano funzionare questi colloqui, “Qui c’è l’accettazione di culture diverse dalle nostre” – riflette Rondini – “Cerchiamo di offrire accoglienza anche tirandoli fuori dalla cerchia ristretta, facendoli emergere parlando“.
È la sfida che si è imposta R@p e il motore della Scuola per Stranieri, che resta attiva anche d’estate, con due approcci diversi. Durante i mesi caldi, la regola è “Chi vuole imparare qualcosa di italiano, venga“. Ci si incontra il martedì sera, nella sede di R@p in via Laggiaro 44, a Rapallo, e si chiacchera, imparando. Qui la partecipazione è variegata, c’è chi resta per l’intera lezione e chi appare per qualche pillola mordi e fuggi, prima di andare a lavorare. Per chi si pone l’obiettivo di ottenere un’attestazione linguistica, i corsi durano tutto l’anno e sono più strutturati, in base ai livelli di italiano. Sono circa 120 persone a frequentare i corsi, ogni anno.
Numeri importanti per i 40 volontari di R@p che si destreggiano tra lezioni e pacchi. Ci sono nonni e studenti e ognuno vi dedica il tempo che riesce. Ognuno con le sue motivazioni, che nascono dalla medesima radice: “Alla base c’è l’importanza che si dà al denaro, se tu metti il denaro in cima a tutto, non fai il volontario. I più giovani lo fanno per nutrire l’esperienza, i più grandi per conoscere attraverso l’esperienza“. Anche per Aurora Rondini la conoscenza è benzina della vita: “La vita è un viaggio, viaggiare è conoscere. Il volontariato fa parte della mia vita e del mio viaggio”.
Ascolta l’intervista ad Aurora Rondini, coordinatrice di R@p – Scuola Popolare Tigullio, su Radio Babboleo.
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